martedì, 11 aprile 2006

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico

NON IMPORTA, AMALO

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici

NON IMPORTA, FA' IL BENE

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici

NON IMPORTA, REALIZZALI

Il bene che fai verrà domani dimenticato

NON IMPORTA, FA' IL BENE

L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile

NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO

Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo

NON IMPORTA, COSTRUISCI

Se aiuti la gente, se ne risentirà

NON IMPORTA, AIUTALA

Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci

NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE


Da una scritta sul muro a Shishu Bhavan, la Casa dei bambini di Calcutta

postato da: erato79 alle ore 11:37 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 01 marzo 2006

Il Lavoro

La cosa migliore è poter trasformare il proprio lavoro in meditazione.

Qualsiasi cosa fai può diventar meditativa. In questo modo la meditazione non sarà  più qualcosa di distinto, sarà parte della tua vita; diventerà come il respiro.Come inspiri ed espiri, cosi mediti. Tutto ciò che hai fatto senza attenzione , comincia a farlo con attenzione.

Poiché il tuo lavoro devi farlo comunque è sufficiente che tu introduca un po’ d’amore per raccogliere quei frutti che altrimenti non raccoglierai mai .


Nessuno conosce il proprio destino. Ti sei scordato ciò  che avevi  voluto fare da sempre. Come potresti essere felice? Chi voleva fare il poeta fa l’usuraio, chi avrebbe potuto fare il pittore,  fa il dottore, chi avrebbe potuto essere un bravissimo dottore fa l’insegnante. Tutti sembrano fuori posto, intenti a fare qualcosa che non avrebbero mai voluto fare: e per questo si sentono infelici


La felicità accade quando accetti la tua vita tanto armoniosamente che qualsiasi cosa fai, è per te una gioia.
Allora improvvisamente ti accorgerai di una realtà: la meditazione ti segue.
Se ami il lavoro che stai facendo e il modo in cui vivi, sei meditativo. Nulla ti può distrarre. Lo vivi con passione.

Quando le cose ti distraggono, vuol dire semplicemente che quello che stai facendo non ti interessa.
L’insegnante continua a ripetere ai bambini state attenti! Fate attenzione! In realtà loro sono attenti ma, da qualche altra. parte. Un uccello sta cinguettando appassionatamente, fuori dalla scuola e il bambino è attento; nessuno potrebbe dire che non lo è, che non è meditativo che non è profondamente concentrato.

In realtà si è completamente dimenticato dell’insegnante e dell’aritmetica sulla lavagna perché è totalmente affascinato dal canto dell’uccello. E l’insegnante dice « Sta attento! Cosa stai facendo! Non farti distrarre!»
Di fatto, è l’insegnante che lo distrae. Il bambino è attento : accade naturalmente E’ felice di ascoltare l’uccello.
E’ l’insegnante che lo sta distraendo. Eppure dice « Non stai attento! »

E’ una bugia! Il bambino era attento: per lui l’uccello era più attraente. L’insegnante non lo era altrettanto, l’aritmetica non aveva lo stesso fascino; e non è necessario che tutti siano dei matematici Ci saranno bambini a cui il canto dell’uccello non interessa; la loro attenzione resterà sempre e comunque concentrata sulla lavagna. La matematica potrebbe essere il loro destino Quella sarà la loro "meditazione", il loro stato naturale di meditazione.

Ci si distrae per motivi innaturali: i soldi, il potere, la gloria personale. Ascoltare il canto di un uccello non da soldi nè potere, né gloria. Guardare una farfalla non aiuterà economicamente, politicamente, socialmente. Queste cose non pagano ma rendono felici.

Una persona autentica ha il coraggio di seguire ciò che lo rende felice. Se resta povera, non se ne lamenta, non da in escandescenze. Dice ho scelto la mia via: gli uccelli,  le farfalle, i fiori. Non posso essere ricco, ma va bene così: lo sono ugualmente perché sono felice.


L’idea del lavoro ti è stata imposta da secoli: tu sei qui per fare un certo «lavoro». Naturalmente  la gente non voleva che tu fossi pigro e pensassi solo a divertirti.
Voleva che tu lavorassi , perché « il lavoro crea ricchezza », crea un Alessandro Magno, crea le guerre. Per questo ogni cultura,  senza eccezione, sin dall’inizio impone al bambino questa idea: «Devi avere un lavoro, un obiettivo preciso da realizzare nella vita».

E’ una idea che piace alla gente  benché sia completamente assurda .


Che lavoro stanno facendo gli alberi e gli uccelli e il Sole, la Luna e le stelle?

Eccetto l’uomo nessuno è tanto folle da pensare di avere un grande compito da svolgere. In questo modo è stata creata  la mente «arrampicatrice» protesa verso degli obiettivi.
E per millenni ne abbiamo condiviso l’idea, perché questo appagava l’ego. Se non sei qui per fare un lavoro speciale, allora sei un puro frutto del caso.
Il fatto allora che tu sia casuale e non abbia importanza, ferisce il tuo ego.
L’ego invece vuole che tu sia indispensabile all’esistenza: senza il tuo lavoro deve essere incompleta !

E’ quello che mi hanno insegnato i miei genitori e i miei insegnanti: "Devi fare un lavoro nella vita, altrimenti sarai solo un vagabondo e un fannullone” […]


Io rispondevo:"Dire che lavorando, compirai il tuo destino è un trucco molto sottile per sottomettere la gente, dando nutrimento al loro ego. Io non ho alcun destino. Perché non riesco immaginarne uno per l’esistenza. Quale sarebbe? In quel caso, quando il suo compito fosse ultimato, sarà la morte totale perché non ci sarebbe più altro da fare: lo spettacolo è finito, calate il sipario! No, non riesco a  vedere alcun obiettivo nei fiori, negli alberi, negli oceani e nelle stelle..”

L’esistenza non è un lavoro ma una celebrazione; una pura danza di energia  che continuerà all’infinito in forme diverse senza poter mai finire. L’energia è eterna.


Quello creato da questa società stacanovista è un condizionamento profondamente sbagliato. Certo, esistono alcuni bisogni primari: il cibo, i vestiti, un tetto. Per queste piccole esigenze dovrai naturalmente far qualcosa, ma il fine dell’esistenza non si riduce al tuo costruire una casa, fare dei bambini e litigare con la moglie.
Nel panorama sterminato dell’esistenza non riesco a credere che tali sciocchezze quotidiane, stiano realizzando un destino. Noi dobbiamo unirci alla celebrazione dell’esistenza.
Questi piccoli bisogni sono solo mezzi per sopravvivere. Non vantarti di avere un grosso conto in banca.. per l’esistenza è inutile.  Non vantarti di essere un grande politico, un primo ministro o un Presidente, l’esistenza non sa nulla di te.

L’esistenza è più in sintonia con questi piccoli uccelli che stanno cantando per pura energia , senza alcun motivo.


Io voglio distruggere la mente finalizzata agli obiettivi, quella è la tua malattia. Io voglio che ti rilassi e gioisci. Fa solo poche cose che sono indispensabili


Io non sono un messaggero che ti dice di fare questo o quello. Non ho alcuna disciplina da darti eccetto che la "libertà".

Né ho comandamenti da offrirti: tutti i comandamenti di tutte le religioni, hanno distrutto la dignità dell’uomo.

Io ti voglio donare la dignità degli alberi e degli uccelli, degli oceani e delle cime delle montagne. Ti voglio donare la dignità delle stelle. Tutti loro stanno celebrando; danzano il tempo, gioiscono, traboccano di energia. Nessuno è al lavoro, tranne gli uomini.


Trasforma anche il piccolo lavoro che stai facendo, rendilo più estetico più creativo.
Trasformalo in una gioia perché è la tua vita. Dal momento che ti dà cibo e vestiti, qualsiasi cosa tu stia facendo, non è un lavoro, ma un mezzo per restare  il più possibile in questo corpo e poter celebrare l’esistenza. 
Ho amato solo un americano in vita mia, Walt Witman. Il motivo per cui lo amo è una sua breve poesia. Il titolo spiega tutto: Celebro me stesso. 


Solo quando puoi dire “Celebro me stesso”il tuo lavoro è diventato una celebrazione e la tua esistenza un viaggio meraviglioso, privo di mete e di ambizioni.

Il lavoro spesso diventa come una droga, crea dipendenza. Ma puoi usare qualsiasi cosa, come una droga, basta diventarne dipendenti. A qualcuno basterà masticare una gomma americana. Levagliela e vedrai come si rattrista!Immediatamente comincerà a pensare che "La vita non ha senso.Dov'è il mio chewing-gum?" La gomma lo tiene occupato.
E allo stesso modo le sigarette e le chiacchiere tengono occupate le persone. Ecco perchè la gene continua a spettegolare; nessuno si cura della verità, questo pare non importante.
Il punto è un altro:come tenersi occupati e lontani da se stessi?

Gli stacanovisti sono contro la meditazione.

E infatti ogni dipendenza ti impedirà di diventare un meditatore. Tutte le dipendenze vanno abbandonate. Devi essere un uomo libero.

Essere totali nel proprio lavoro è una cosa diversa: non è una dipendenza, ma una forma di meditazione. Quando sei totalmente immerso in ciò che fai, nel tuo lavoro o nella tua passione, essa sarà perfetta, e tu conoscerai la gioia che nasce da un lavoro perfetto.

Se sai essere totale e perfetto nel tuo lavoro, puoi essere totale anche nel tuo non-lavoro, semplicemente sedendoti in assoluto silenzio.
Ora sai come essere totale. Puoi chiudere gli occhi  e scendere totalmente dentro di te: conosci il segreto dell'essere totali.

 

Lo stacanovista non è in grado di meditare nè di sedersi  in assoluto silenzio nemmeno per pochi minuti. Si agiterà, cambierà posizione, farà una cosa o l'altra si leverà gli occhiali e li pulirà, pur sapendo che sono puliti.
Chi è totale nel lavoro invece non è mai uno stacanovista. Chi può essere totale, lo sarà ovunque.Sarà totale mentre dorme, mentre fa una passeggiata, mentre cammina, mentre fa l'amore.

L' impostazione di tutta la nostra vita è tale per cui abbiamo imparato che se non riceviamo un riconoscimento non siamo nessuno e non valiamo niente.
Non è importante il lavoro ma il riconoscimento.
Ma in questo modo, tutto è stravolto.
Il lavoro invece dovrebbe essere importante, una gioia in sè. Dovresti lavorare non per essere riconosciuto, ma perchè ti diverti a essere creativo, a sperimentarti e ami il lavoro in quanto tale.
Non chiedere riconoscimenti. Se arrivano, prendili con leggerezza; se non arrivano non ci pensare. Il tuo appagamento è già in quel che fai.

Ora come ora, il mondo ti intrappola in un modello infelice:ciò che fai è buono non perchè lo ami e lo fai alla perfezione, ma perchè il mondo lo riconosce e ti  ricompensa, dandoti medaglie d'oro e premi Nobel.
Così è svuotato il valore della creatività.
E poichè si è creato il desiderio di riconoscimento in tutti, nessuno riesce più a lavorare in pace e in silenzio, godendosi ciò che sta facendo.
E la vita è fatta di piccole cose. Per quelle piccole cose non esistono ricompense, riconoscimenti governativi  o lauree honoris causa.

Jean Paul Sartre, uno dei più grandi filosofi francesi e scrittore di notevolissime intuizioni sulla psicologia umana, rifiutò il premio Nobel dicendo:
" Ho avuto una ricompensa sufficiente nel fare il mio lavoro. Un premio non aggiunge nulla, al contrario mi trascinerebbe verso il basso.Va bene per i dilettanti in cerca di riconoscimenti. Io sono abbastanza vecchio. Ho amato tutto ciò che ho fatto. Questa è stata la mia ricompensa, non ne desidero altre, perchè nulla può essere migliore di ciò che ho già ricevuto."
Aveva ragione. Ma al mondo la gente che ha ragione è pochissima: la maggioranza vive nell'errore e nell'inganno.


Impara una cosa fondamentale: fà tutto ciò che desideri e ami fare, senza chiedere mai riconoscimenti, equivarrebbe a mendicare. Perchè chiedere riconoscimenti  per essere accettati?
Qualsiasi uomo abbia il senso della propria individualità vive in funzione del proprio amore e del proprio lavoro senza curarsi dell'opinione altrui.
E più il tuo lavoro è di valore, minore è la possibilità di essere rispettati.


Se il tuo lavoro è quello di un genio, non avrai alcun rispetto in vita: verrai biasimato sicuramente. Poi dopo decenni o secoli verranno erette statue in tuo onore. Occorrono secoli affinchè l'umanità raggiunga l'intelligenza dei geni.

La distanza è immensa.

Per essere rispettati dagli idioti, devi vivere secondo i loro costumi e le loro aspettative. Per essere rispettato da questa umanità così malata, dovresti essere più malato degli altri. In questo caso verrai rispettato.

Ma cosa ne guadagnerai?
Perderai la tua anima e non ne guadagnerai nulla.

Per me non esiste altro Dio all'infuori di questa esistenza. E il suo splendore è tale che potrai esprimerle la tua devozione solo lavorando con amore.

In questa devozione, in questa dedizione, colui che lavora si perde completamente, resta solo la "devozione".  Scavando un fosso in giardino, preparando il cibo per l'amato, o facendo qualsiasi altra cosa, se sei totale.. se ti perdi al punto, che non resta nemmeno l'ombra dell'ego, sei diventato il lavoro, -colui che lavora non esiste più - sei diventato devozione.

Le religioni hanno usato la parola "devozione" in modo completamente improprio. I cristiani vanno in chiesa un'ora la domenica, e per loro quella è devozione. E cosa fanno nel tempo restante, per tutta la settimana?

Gli indù osservano le loro devozioni tutte le mattine, ma cosa fanno per il resto del giorno? Qualcosa che non sarà assolutamente devozione; altrimenti non ci sarebbe bisogno di un tempo e di uno spazio particolari come un tempio,  una chiesa, una sinagoga.


Io voglio che la devozione diventi un'attività di 24 ore al giorno come il respiro.Deve diventare esistenziale.Allora non avrai bisogno di andare in una chiesa: ovunque tu sia, sarai nel tempio, sul suolo sacro.
Per me tutta la terra e l'esistenza sono sacre. Rendi sacra ogni azione della tua vita.
Scegli ogni cosa e ognuno, come fosse una storia d'amore. Forse non diventerai l'uomo più ricco della terra ma non ce n'è bisogno. La ricchezza ti arriverà in forma totalmente diversa:la ricchezza dell'essere estatico appagato, felice ed in armonia.
Lascia che ogni cosa venga dal tuo cuore.
Ogni azione se ci metti il cuore, si trasforma in devozione.


Se fosse solo la testa a farlo, sarebbe lavoro e basta. Ma quando  vi sei totalmente immerso, esso ti da tanta gioia ed estasi che nessuna religione è stata mai in grado di dare all'uomo.
Al contrario le religioni hanno impedito all'uomo di raggiungere quelle estasi che erano alla sua portata. Hanno distratto la gente con delle idiozie.


L'obiettivo della devozione è rivelarti al tuo essere.

Non è assolutamente uno stato di sonno, l'essere meditativo o l'essere estatico.

E' invece uno stato di assoluto "risveglio". L'esatto opposto di ciò che hanno sempre insegnato le religioni.

Meditazione significa risveglio: ogni fibra del tuo essere è vibrante, vigile consapevole. E solo  in quello stato, arrivi a conoscere che in te non vi è più nemmeno l'ombra dell'ego.

L'ego scompare, l'idea stessa non esiste più.
La barriera fra te e l'esistenza è caduta.

A quel punto sei uno con il Tutto.
Il Tutto è immenso..  e la "devozione" è divenire un tutt'uno con Esso. Ci si può arrivare da molte vie, tagliando legna, cucinando, pulendo il pavimento, dipingendo, lavando i vestiti, facendo un bagno, passeggiando. Tutte le atività della tua vita dovrebbero essere fatte con tanta intensità e totalità da far scomparire l'ego.

Improvvisamente ti ritroverai ad espanderti, a crescere.. Quella consapevolezza in espansione raggiunge i fiori, gli alberi, gli esseri umani, le stelle.

Vincent Van Gogh ha dipinto alberi che superano le stelle. La gente pensava fosse matto perchè gli alberi non superano mai le stelle. Ma quando gli fu chiesto perchè dipingeva a quel modo, disse:

"Ho visto l'aspirazione degli alberi, la loro brama, il loro spirito che è sulla via per raggiungere le stelle e vuole superarle".

Percepire l'espansione della propria consapevolezza è l'esperienza più estatica in assoluto, perchè improvvisamente sei l'intero universo.

Le stelle sono dentro di te.
Il sole sorge e tramonta dentro di te
La terra gira dentro di te.
I fiori stessi, sbocciano dentro di te

L'esperienza mistica è il frutto vero della devozione

C'è una differenza enorme tra lavoro e devozione.

La devozione ti trasformerà; ti darà un'esperienza di vita autentica, reale. Il lavoro, al massimo ti da i mezzi di sostentamento.

Devozione vuol dire questo: devi essere sveglio, vigile e tanto attento a non farti manipolare da nessuno. E devi trovare la tua strada da solo.
E' rischioso, ma ripaga enormemente

Osho la via dell'amore

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martedì, 17 gennaio 2006

UNA LIBERA SCELTA

Una libera scelta, può essere
permettere a qualcuno di aiutarci.

Un'altra, mettersi nella condizione
di aiutarsi da soli.

Una terza, continuare a prendersi in
giro dicendo a se stessi: "Non ho tempo...
sono stanco... devo andare a ballare...
al cinema... al club... mi costa troppo...
quello che so mi basta e cresce... io non
ascolto nessuno perché sono uno che si
è fatto da solo e sa tutto quello che gli
serve per sentirsi...OK".

Una quarta, continuare a vivere di ricordi
sgraditi o di paure del futuro.

Una quinta, imparare a vivere qui e ora.

Una sesta, scegliere di provare.

Una settima, accettare di non sapere
niente o quasi.

Un'ottava, essere soli.

Una nona, avere molte persone con cui
scambiare idee.

Una decima, riscoprire la fiducia in se
o nei propri simili.

Un'ultima, continuare a vivere come s'è
sempre vissuto: "Che tanto c'è tempo".

(Marcello Bonazzola)

 

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lunedì, 19 dicembre 2005

UNA LIBERA SCELTA

Una libera scelta, può essere
permettere a qualcuno di aiutarci.

Un'altra, mettersi nella condizione
di aiutarsi da soli.

Una terza, continuare a prendersi in
giro dicendo a se stessi: "Non ho tempo...
sono stanco... devo andare a ballare...
al cinema... al club... mi costa troppo...
quello che so mi basta e cresce... io non
ascolto nessuno perché sono uno che si
è fatto da solo e sa tutto quello che gli
serve per sentirsi...OK".

Una quarta, continuare a vivere di ricordi
sgraditi o di paure del futuro.

Una quinta, imparare a vivere qui e ora.

Una sesta, scegliere di provare.

Una settima, accettare di non sapere
niente o quasi.

Un'ottava, essere soli.

Una nona, avere molte persone con cui
scambiare idee.

Una decima, riscoprire la fiducia in se
o nei propri simili.

Un'ultima, continuare a vivere come s'è
sempre vissuto: "Che tanto c'è tempo".

(Marcello Bonazzola)

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lunedì, 19 dicembre 2005

Un genio con un atteggiamento errato coltiva il fallimento,

mentre un uomo qualunque con un atteggiamento positivo

può solo coltivare il successo

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venerdì, 16 dicembre 2005
 
L'UOMO NELLO SPECCHIO


Se il mondo ti ripaga nella lotta per il successo
e ti fa re per un giorno,
vai a guardarti allo specchio
e chiedi all'uomo che vedi il suo parere.

Il giudizio di tuo padre, di tua madre e di tua moglie
non è quello che conta:
è l'uomo che vedi nello specchio
che ti deve giudicare.

Forse hai avuto soltanto fortuna,
e pensi di essere eccezionale;
invece sarai un fallito
se non potrai guardare quell'uomo negli occhi.

Tutta la vita puoi ingannare il mondo
e riceverne onori e congratulazioni,
ma se hai ingannato l'uomo nello specchio
avrai solo dolori e lacrime.
postato da: erato79 alle ore 12:23 | Permalink | commenti
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mercoledì, 14 dicembre 2005

TU PUOI


Devo avvertirti prima di cominciare.

Le parole che stai per leggere possono metter fine alla tua vita.

E' stato scritto che una vita inutile è di gran lunga peggiore di una

morte precoce.

Se gli anni della tua esistenza dal primo vagito in poi sono stati

avvelenati da fallimenti e frustrazione, dispiaceri e scontento,

sconfitte e autocommiserazione, allora ti dico che dovresti porre

termine a questa miserabile vita immediatamente e cominciare a

ricostruire una nuova vita, un nuovo essere colmo d'amore e

d'orgoglio e di soddisfazione e di pace interiore.

Non soltanto dico dovresti; dico che tu puoi.

Non soltanto dico che puoi; dico che tu riuscirai.

postato da: erato79 alle ore 11:36 | Permalink | commenti
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martedì, 13 settembre 2005

Ti auguro tempo

 

 

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i piu' non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita .

 

 

 

 

postato da: erato79 alle ore 08:22 | Permalink | commenti
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venerdì, 08 luglio 2005

Le message de l'arc en ciel

Il faut vivre sa vie, avancer, construire, bouger, aller de l'avant. Essayer toujours de proposer. mais ne pas lutter contre les autres, ni les contraindre ni les forcer. Il faut s'ouvrir aux autres, leur donner sa chaleur, leur apporter la joie et donner son amitié. Il faut faire la fête. Il faut faire briller le soleil que chacun d'entre nous a dans son coeur. Il faut rayonner. Mais il faut respecter l'espace de l'autre, il faut garder ses distances, ne pas l'envahir, et ne pas réclamer son attention. A ce prix tu pourras gérer les choses, tu pourras structurer, équilibrer. Sans intransigeance, sans rien imposer. Alors tu rencontreras l'amour. Il faut s'émouvoir, pleurer et ressentir. Il faut s'ouvrir à ses émotions. Il faut être tendre avec les autres. Mais il ne faut pas pleurer sur l'enfant qui reste en nous. Et ne pas se paralyser. Il faut un temps pour le recueillement, un temps pour le repli, pour la solitude. Il faut un temps pour apprendre, pour faire le point, pour comprendre. Un temps pour la profondeur. Mais ce que tu auras appris, il te faudra l'enseigner et ne pas l'imposer. Ne pas entrer dans l'intolérance. A ce prix tu pourras t'ouvrir à la profondeur Où tu rencontreras le Divin. Tu rencontreras le créatif, le beau et le subtil. Mais sans entrer dans le chaos, alors tu verras les signes [Thierry Leroy]

 

postato da: erato79 alle ore 22:20 | Permalink | commenti
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lunedì, 28 marzo 2005
"IL CUORE PIU' BELLO DEL MONDO."
C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti gliel'ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: "Beh, a dire il vero.. il tuo cuore è molto meno bello del mio."
Quando lo mostrò, aveva puntàti addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dove dalle quali erano stati asportàti dei pezzi e rimpiazzàti con altri, ma non combaciavano bene - così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi.
Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando!", disse. "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime."
"Vero", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi – e così ho qualche bitorzolo, a cui sono affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso.
Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone.. e chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la VERA bellezza?" Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure lo trovava più meraviglioso che mai: perché l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.
postato da: erato79 alle ore 15:21 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 20 febbraio 2005
 

Dopo un po' di tempo imparerai la differenza fra dare una mano ed incatenare un cuore...

Ed imparerai che amare non significa appoggiarsi, e che stare insieme non significa sicurezza...

Imparerai che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse ...

 Imparerai ad accettare i tuoi fallimenti a testa alta e con lo sguardo in avanti, con la grazia di un adulto e non con la tristezza d'un bambino...

Ed imparerai a costruire oggi il tuo sentiero, perché il terreno di domani è incerto, ed il futuro ha la cattiva abitudine di cadere nel vuoto...

Dopo un po' di tempo imparerai che il sole brucia se ti esponi troppo....

Accetterai che le buone persone possono ferirti qualche volta e che avranno bisogno del tuo perdono...

Imparerai che parlare può alleggerire i dolori dell'anima...

Scoprirai che ci vogliono anni per costruire la fiducia ed appena qualche secondo per distruggerla e che potresti fare cose di cui ti pentirai il resto della tua vita...

Imparerai che le vere amicizie continuano a crescere nonostante le distanze...

E che non importa quello che hai nella vita, ma chi hai nella vita...

Eche i buoni amici sono la "famiglia" che ci è permesso di scegliere ...

Imparerai che non dobbiamo cambiare amici ma essere disposti ad accettare che gli amici possano cambiare....

Ti renderai conto che puoi passare buoni momenti con i tuoi amici facendo tutto, o niente, solo per il piacere della loro compagnia...

Scoprirai che spesso passi meno tempo di quello che vorresti con le persone che ami, per quello devi lasciarle sempre con parole affettuose, perché non sai mai quando li rivedrai...

Imparerai che le circostanze e l'ambiente ci influenzano, ma noi siamo gli unici responsabili di quel che facciamo...

Ed imparerai che non devi per forza confrontarti con gli altri, ma col tuo meglio...

Scoprirai che si perde tanto tempo per arrivare ad essere ciò che vuoi essere, e che il tempo è breve...

Imparerai che non è importante dove sei arrivato, bensì dove stai andando, qualsiasi luogo esso sia...

Imparerai che se non avrai il controllo della tua vita, altri lo avranno e che essere flessibile non significa essere debole o non avere una personalità, perché non importa quanto delicata o fragile sia una situazione...

Esistono sempre due strade...

Imparerai che gli eroi, sono le persone che hanno fatto quel che era necessario fare, senza aver paura delle conseguenze...

Imparerai che la pazienza ha bisogno di molta pratica...

Scoprirai che alcune volte, la persona che aspetti ti dia un calcio quando cadi, sarà una delle poche che ti aiuta a rialzarti ...

Imparerai che maturare non c'entra nulla con l'età, ma ha a che fare con quello che hai imparato dalle tue esperienze...

Imparerai che i tuoi genitori fanno parte di te, più di quello che pensi...

 Imparerai che non si deve mai dire a nessuno che i suoi sogni sono stupidi, e che sarebbe una tragedia se lo credesse, perché il suo futuro sarà senza speranza...

Imparerai che quando sei in collera hai il diritto di esserlo, ma non hai il diritto di essere crudele...

Imparerai che ci sono persone che ci amano, ma che non sanno dirlo...

Imparerai che non sempre ti basta essere perdonato, ma qualche volta dovrai imparare a perdonarti...

Imparerai che con la stessa severità con la quale giudichi anche tu un giorno sarai giudicato...

Imparerai che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è rotto, il mondo non si ferma perché tu possa ripararlo...

Imparerai che il tempo non può tornare indietro e quindi devi seminare il tuo giardino ed abbellire la tua anima oggi senza aspettare che qualcuno colori il tuo tempo...

Allora capirai che puoi resistere a tutto, che sei forte e che puoi arrivare molto più lontano di quello che pensavi quando credevi di non farcela...

 E che nella vita non devi farti guidare dalla paura di perdere quello che avrai conquistato, ma devi solo avere il coraggio d'affrontarla!

Shakespeare

postato da: erato79 alle ore 19:46 | Permalink | commenti
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mercoledì, 12 gennaio 2005

A llora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.

Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.

Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.

L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.

gibran

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lunedì, 08 novembre 2004

IL BAMBINO FORTUNATO

 

 

Fortunato era pronto ad ascoltare il Vecchio Saggio: “Per trovare il Paese della Felicità devi attraversare le Sette Terre. Devi avere tenacia, pazienza, intuito e saper esprimere tante altre emozioni….

Vai Fortunato e non aver fretta.”

Fortunato si avviò verso la terra indicata dal vecchio saggio. Era per lui la prima volta che viaggiava da solo. Era orgoglioso di essersi meritato la fiducia e la stima del vecchio. Si sentiva pronto, desideroso di trovare la felicità…

Dopo un po’ di tempo, che gli parve lunghissimo, alla fine di una strada sempre diritta, Fortunato si ritrovò davanti alla prima delle Sette Terre: la Terra dei papaveri rossi. Una distesa enorme di papaveri si perdeva davanti a lui e soffiava un vento fortissimo. “E per arrivare alla seconda terra, da che parte devo andare? E se ci fossero dei pericoli?”, pensava fra sé.

In quel momento Fortunato si rese conto di essere solo, senza niente per difendersi; tanto era stato l’orgoglio di partire, che la fretta era stata cattiva consigliera. Era solo con se stesso. Ebbe un momento di sconforto, ma si riprese subito. Era la sua grande occasione e con tutta la forza che si ritrovava in corpo si mise a correre a perdifiato in mezzo alla distesa di papaveri e al vento che gli sferzava il viso.

Dopo un po’ non aveva più fiato e cominciò a rendersi conto che, continuando così, fisicamente non ce l’avrebbe fatta.

Rallentò il passo. Fece alcuni respiri profondi e con calma riprese le forze. Le sue gambe non erano allenate, i suoi muscoli dovevano irrobustirsi. Doveva fermarsi ogni tanto, proseguendo però con costanza, anche se lentamente. Forse fu la fortuna o la fiducia ritrovata che lo aiutò a individuare la strada. Lasciò che il suo corpo rilassato tenesse il passo e fu così che i suoi occhi attenti colsero un segnale rivelatore.

Il forte vento era molto fastidioso, ma apriva una stradina in mezzo a quei bellissimi papaveri. Non ebbe u attimo di esitazione. Percorse quella strada con calma, ma con risolutezza e forse per questo si meritò di arrivare alla Terra delle Arance.

 

Era sera e Fortunato era stanco. Mangiò qualche arancia. Si sedette sotto un albero e si riposò. Ben presto arrivarono la paura del buio e della solitudine. Animali notturni cominciarono a farsi sentire; così pure il battito del suo cuore, forte, forte.

Si alzò in piedi impaurito. Non sapeva cosa fare … e non poteva fare niente. Capì che poteva contare solo su se stesso: poteva accettare le sue paure, stimolare qualche emozione positiva come la fiducia che non gli sarebbe successo niente sulla terra delle arance. Perché non “vivere” con coraggio quella paura che la vita gli poneva davanti, con la certezza di potercela fare?

Fortunato riuscì a dormire solo qualche minuto.

Al sorgere del ole riprese il suo cammino, proprio verso il sole che illuminava la sua strada e gli faceva capire che là doveva andare.

 

Ben presto arrivò alla Terra dei limoni … e non c’erano indicazioni. “Dov’è la strada che porta al Paese della Felicità?”. Forse era troppo stanco, confuso e cominciò ad agitarsi. “ Da che parte andare?” – “Calma, - sembrò dirgli la voce del vecchio saggio dentro di sé – Ce l’ hai fatta ad attraversare le altre terre, ce la farai anche stavolta, calma!”.

E si tranquillizzò.

Cominciò a guardarsi attorno, fece qualche passo osservando tutto ciò che c’era attorno a lui, i piccoli particolari di quella natura brulla.

Quando si sentì di nuovo concentrato, comprese che la sua mente l’avrebbe aiutato. Fu così che scorse una vecchia e tortuosa stradina segnata da due file di limoni più rigogliosi degli altri. La percorse orgoglioso e molto soddisfatto della sua mente che si rivelava intuitiva e così forte.

 

Nella Terra dei Quadrifogli tutto era tranquillo, bello. Una pace mai provata lo pervase. Si sdraiò sull’erba e assaporò questo momento di serenità, di freschezza, un momento che avrebbe voluto non finisse mai.

Dopo un lungo riposo guardò un quadrifoglio e si ricordò che voleva raggiungere il Paese della Felicità, avrebbe voluto restare lì per sempre ma sapeva che non era questo il posto giusto. Si rialzò col quadrifoglio in mano, guardò il cielo azzurro e vide alcuni uccelli che, volando vicini, formavano una freccia. Capì che da quella parte c’era la sua strada e la percorse arrivando così alla Terra dei Laghi Blu.

 

Gettò il quadrifoglio in uno di quei laghetti e riuscì anche a specchiarsi. Ma vide un bambino triste.

Disorientato, indietreggiò talmente tanto che per poco non cadde in un altro laghetto.

Lì, specchiandosi, vide un bambino spavaldo. In un altro laghetto vide un bambino spontaneo. E così via, negli altri laghetti.

In ogni specchio d’acqua vide tanti bambini con il suo viso e capì che la Terra dei Laghi Blu gli stava insegnando una cosa importantissima: il bambino Fortunato stava conoscendo se stesso, e cominciava a volersi bene, ad accettarsi, forse un po’ anche ad amarsi. Fu così contento di questo suo nuovo modi di sentirsi che cominciò a saltare e a correre attorno a quei laghetti, sentendosi ogni volta pieno di forza e di amore per se stesso e per tutto ciò che lo circondava. Senza sapere come, si ritrovò davanti a un’immensa distesa di colore indaco.

 

Era la Teraa degli Iris e fu lì che desiderò intensamente di migliorare la sua vita, di meritarsi qualcosa in più, di realizzare il suo grande sogno: arrivare al Paese della Felicità.

Nessun ostacolo c’era davanti a lui, nessuna difficoltà da superare. Ora sapeva che la sua strada era quel fiume, i cui argini erano completamente ricoperti da profumatissime violette: la Terra Viola del fiume.

 

Intuì improvvisamente dove si trovava il Paese della Felicità: l’avrebbe raggiunto solo se si fosse tuffato nella acque del fiume, lasciandosi andare alla corrente, completamente fiducioso.

Così fece e, cullato da quelle acque fresche e limpide, ripensò alle prove passate e avvertì intensamente quello che aveva cominciato a conoscere: il rispetto verso il suo corpo dalla Terra dei Papaveri; il coraggio e la fiducia nelle sue emozioni positive dalla Terra della Arance; la concentrazione dalla Terra dei Limoni; la serenità dalla Terra dei Quadrifogli; l’accettazione e l’amore di se stesso dalla Terra dei Laghi Blu; la voglia di esprimersi, e di rischiare dalla Terra degli Iris, la vera fiducia e l’abbandono per saper fluire con la vita, dalla Terra delle Violette.

Si lasciò andare vivendo col fiume, ora lasciandosi trasportare, ora guidando il suo corpo per meglio fluire nelle onde maestose che lo coinvolgevano meravigliosamente.

Si avvicinava sempre più alla meta tanto agognata.

Infatti, dopo un’ansa vide davanti a sé il Paese della Felicità.

Fortunato si fermò su quella sponda rigogliosa, colpito e stupefatto da quello che stava vedendo: quello era il suo Paese, con la sua chiesa, la sua casa, e vide anche il Vecchio Saggio che lo stava aspettando a braccia aperte: ”Questo è il Paese della Felicità: è il posto dove vivi, è la tua famiglia, sono i tuoi amici, le cose che fai, i sogni che inventi e che realizzi.

Tutto dipende da te, dalla conoscenza che hai di te, delle tue emozioni, dalla conoscenza della bellezza che c’è in te. È questa bellezza che senti, apprezzi e vivi dentro di te, che ti permette di vedere la bellezza in tutte le cose che ti circondano.

 

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sabato, 09 ottobre 2004

“Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili. Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.

Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.

Ogni via è soltanto una via.

Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore.

Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.

Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.

Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi:

Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade sono uguali. Non conducono in nessun posto. Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.

Questa strada ha un cuore?

È l’unico interrogativo che conta.

Se ce l’ ha, allora è una buona strada.

Se non ce l’ ha, è da scartare.”

CARLOS CASTANEDA

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domenica, 05 settembre 2004

SOLO PER OGGI

Solo per oggi

crederò che la provvidenza di Dio si occupi di me

coem nessun altro esistesse al mondo.

Solo per oggi

avrò cura del mio aspetto: non alzerò la voce,

sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno,

tranneme stesso.

Solo per oggi

Sarò felice nella certezza che sono stato creato

per essere felice non solo nell'altro mondo,

ma anche in questo.

Solo per oggi

dedicherò dieci minuti a qualche buona lettura

ricordando che come il cibo è necessario al corpo,

così la lettura all'animo.

Solo per oggi

mi farò un programma,

forse non lo seguirò a puntino,

ma lo farò e mi guarderò da due malanni:

la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi

non avrò paura di godere di ciò che è bello

e di credere alla bontà.

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giovedì, 12 agosto 2004

"Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima
di incontrare quella giusta, così quando finalmente la
incontriamo,sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. Quando
la
porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte
guardiamo
così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata
aperta
per noi. La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare
seduto
in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando
vai via senti come se è stata la miglior conversazione mai avuta. È
vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è
anche
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. Dare a
qualcuno tutto il tuo amore non è un'assicurazione che sarai amato a
tua
volta!Non ti aspettare amore indietro; aspetta solo che cresca nei
loro cuori, ma se non succede, contentati che cresca nel tuo. Ci vuole
solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un
giorno
per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. Non cercare
le apparenze; possono ingannare. Non cercare la salute, anche quella
può affievolirsi. Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci
vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. Ci sono momenti nella vita
in
cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori
dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! Sogna ciò che ti va; vai
dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e
una possibilità di fare le cose che vuoi fare. Puoi avere abbastanza felicità
da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da
renderti
forte,dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a
renderti felice. Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti
stretto,probabilmente anche loro si sentono così. Le più felici
delle
persone,non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto
traggono
il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. La felicità
è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che
hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle
persone che hanno toccato le loro vite. L'amore comincia con un sorriso,

cresce con un bacio e finisce con un the. Il miglior futuro è basato
sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di
lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori. Quando sei
nato,
stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in
modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a
te piange. Per favore manda questo messaggio a coloro che
significano qualcosa per te, a quelli che hanno toccato la tua vita in
un
modo o nell'altro, a quelli che ti fanno sorridere quando veramente ne
hai bisogno, a quelli che ti fanno vedere il lato bello delle cose quando
sei proprio giù, a quelli cui vuoi far sapere che apprezzi la
loro amicizia. Se non lo fai, non ti preoccupare, non ti accadrà
niente
di male, perderai solo l'opportunità di rallegrare la giornata di
qualcuno con questo messaggio"




























































postato da: erato79 alle ore 21:38 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 12 agosto 2004

ISTRUZIONI PER LA VITA

 

1. Da' alla gente più di quanto si aspetta e fallo con amore

2. Impara a memoria le tue poesie preferite

3. Non credere a tutto quello che senti, trattieni ciò che ti colpisce e dormici sopra

4. Quando dici "Ti amo", pensaci

5. Quando dici "Scusami", guarda la persona negli occhi

6. Convivi almeno sei mesi prima di sposarti

7. Credi nell'amore a prima vista

8. Non ridere dei sogni di nessuno

9. Ama profondamente e con passione. Potrai soffrirne, ma e l'unico modo per vivere pienamente la vita

10. Nel disaccordo colpisci leggermente. Non coinvolgere nessuno

11. Non giudicare nessuno in base ai suoi parenti

12. Parla piano, ma pensa rapidamente

13. Telefona a tua madre e se l'hai persa ogni tanto dille una preghiera

14. Di' sempre "Salute!" quando senti qualcuno starnutire

15. Quando sei stato sconfitto non dimenticare la lezione

16. Tre "R": Rispetto di se stessi. Rispetto degli altri. Responsabilità di tutte le tue azioni

17. Non lasciare che un piccolo litigio rompa una grande amicizia

18. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fa' un passo indietro

19. Quando rispondi al telefono sorridi. Chi chiama lo capirà dalla voce

20. Sposa qualcuno con cui ami parlare. Quando diventerai vecchio, conversare sarà piu importante di ogni altra cosa

21. Ritagliati del tempo per passarlo da solo

22. Apri le tue braccia ai cambiamenti, ma non dimenticarti dei tuoi valori

23. Il silenzio é talvolta la migliore risposta

24. Leggi più libri e guarda meno televisione

25. Vivi una buona, onorevole vita. Quando sarai vecchio e penserai al passato, starai bene una seconda volta

26. Credi in Dio, ma chiudi a chiave la tua auto

27. Un'atmosfera d'amore nella tua casa è importante. Fa' di tutto per creare una tranquilla e armoniosa famiglia

28. Nei litigi con chi ami, parla del presente e non rivangare il passato

29. Sappi leggere tra le righe

30. Coltiva la conoscenza. E' la chiave per l'immortalità

31. Sii gentile con la Terra

32. Prega: questa azione ha un incommensurabile potere

33. Non interrompere mai chi ti sta adulando, ma domandati dove vuole arrivare

34. Pensa agli affari tuoi

35. Non fidarti di chi ti bacia con gli occhi aperti

36. Durante l'anno, dedica un po' di tempo alle cose che non hai mai fatto

37. Se fai una montagna di soldi, usali per aiutare gli altri mentre sei vivo. E' la piu grande soddisfazione che può dare la ricchezza

38. Non ottenere quello che desideri è talvolta una grande fortuna

39. Impara tutti i ruoli e poi abbandonane alcuni

40. La migliore relazione è quella in cui l'amore che dai è più grande di quello che ricevi

41. Giudica i tuoi successi dagli sforzi che hai fatto per raggiungerli

42. Il tuo carattere è il tuo destino

postato da: erato79 alle ore 17:18 | Permalink | commenti
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domenica, 18 luglio 2004

DESIDERATA      

           

 

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

Finchè è possibile, senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.

Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.

Evita le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.

Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.

Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere le virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.

Coltiva le forze dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna.

Ma non tormentarti con l’immaginazione.

Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.

Tu sei figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.

Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.

Fai attenzione.

Cerca di essere felice.

 

 

 

 

 

TROVATO NELL’ANTICA CHIESA DI SAN PAOLO

- BALTIMORA – MANOSCRITTO DATATO: 1692

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venerdì, 09 luglio 2004

TU VIVRAI

 

 

Se sei nato vincitore,

eppure sei di buon cuore,

se hai fiducia nel prossimo,

senza credere alla befana,

se non dai la colpa agli altri

per gli errori che fai

ALLORA LA VITA TI APPARTIENE.

 

Se sei forte, quando occorre,

ma sai chiedere perdono.

Se certe curve le prendi con prudenza,

ma poi acceleri e guadagni terreno,

se ce la fai a mettere d’accordo,

chi non c’è riuscito mai,

ALLORA LA VITA TI APPARTIENE.

 

Se non ti dispiace crollare dal sonno la sera,

se consideri importante il bambino che è rimasto in te,

se non ti prendi mai troppo sul serio,

ALLORA LA VITA TI APPARTIENE.

 

Se sai alzarti presto, pur andando a letto tardi,

se resti quasi sempre onesto in un giro di miliardi,

se sai piangere di gioia senza vergognartene,

ALLORA LA VITA TI APPARTIENE.

 

Se non ti stanchi mai d’imparare,

se non disprezzi mai ciò che non puoi avere,

nessuno potrà mai tenerti a freno, saprai

sempre di chi e di cosa innamorarti,

se sai inciampare e cadere,

ma ti rialzi sempre,

se sai scacciar dal tuo cuore chi ti ha derubato

se sei pronto a ricambiare

tutto l’amore che riceverai,

ALLORA LA VITA TI APPARTERRà VERAMENTE

postato da: erato79 alle ore 20:58 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 02 luglio 2004

 

DOPO UN PO’ IMPARI

Dopo un po’ impari la sottile

Differenza tra tenere uan mano

E incatenare un’anima.

E impari che l’amore non è

Appoggiarsi a qualcuno

E la compagnia non è sicurezza.

E inizi a imparare che i baci

Non sono contratti

E i doni non sono promesse.

E cominci ad accettare le tue sconfitte

A testa alta e con gli occhi aperti,

con la grazia di un adulto

non con il dolore di un bimbo.

E impari a costruire

Tutte le strade di oggi,

perché il terreno di domani

è troppo incerto per affidarsi ad esso.

Dopo un po’ impari

Che anche il sole scotta

Se ne prendi troppo.

Perciò semina il tuo giardino

E decora la tua anima,

invece di aspettare

che qualcuno ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero crescere,

che puoi costruire oggi il tuo domani

e che sei veramente una persona forte.

postato da: erato79 alle ore 00:13 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 28 giugno 2004

 

Poesia

Se non potete essere un pino sul monte,

siate una piccola pianta nella valle.

Siate un cespuglio, se non potete essere un albero…

Se non potete essere una via maestra,

siate un sentiero.

Non con la mole vincete o fallite.

Siate il meglio, di qualunque cosa siate.

D. Mallok

postato da: erato79 alle ore 21:46 | Permalink | commenti
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domenica, 27 giugno 2004

 

NON È COMPITO MIO

Questa è la storia di quattro persone chiamate:

“Ognuno”, “Qualcuno”, “Ciascuno” e “Nessuno”

C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l’avrebbe fatto.

Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.

Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno.

Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l’avrebbe fatto.

Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

postato da: erato79 alle ore 07:38 | Permalink | commenti
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sabato, 26 giugno 2004

NON RINUNCIARE!

 

 

Quando le cose vanno male come spesso accade,

quando la tua strada sembra tutta in salita,

quando i fondi sono pochi e i debiti molti

e volevi sorridere, ma hai dovuto sospirare,

quando le responsabilità ti opprimono

fermati un attimo, se devi, ma non rinunciare.

 

La vita è strana, con i suoi cambiamenti e le sue svolte,

come ognuno di noi ha dovuto imparare,

e spesso si ha un fallimento,

quando sarebbe bastato avere costanza per vincere.

Non rinunciare, anche se sembra che tutto sia fermo,

potresti vincere al prossimo colpo.

 

Spesso la meta è più vicina

Di quanto non sembri ad un uomo che lotta.

Spesso il lottatore si è arreso

Quando avrebbe potuto ottenere la coppa del vincitore.

E troppo tardi si è accorto al calar della notte

Quando era vicino alla corona d’oro.

 

Il successo è l’insuccesso rovesciato,

la tenda argentea delle nubi del dubbio,

e non puoi mai accorgerti di quanto sia vicino,

potrebbe esserlo proprio quando sembra tanto lontano.

Quindi continua a lottare quando sei colpito più duramente,

è quando tutto sembra perduto che non devi rinunciare.

postato da: erato79 alle ore 21:34 | Permalink | commenti
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